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| Notizie fanghi guam classico | News trovate: 262 |
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Insalata siciliana
Un classico della cucina siciliana che affascina sempre con il
suo sorprendente profumo.
Fonte: StyleSpace Invaders Infinity Gene in uscita a settembre Assieme ad un nuovo teaser-trailer arriva la conferma circa il periodo di rilascio di Space Invaders Infinity Gene. Il titolo debutterà su PSN e Xbox LIVE entro questo mese, sebbene non sia stato annunciato il giorno preciso.Il gioco è ovviamente un remake del classico degli anni '80, con nuove modalità e una grafica che strizza particolarmente l'occhio all'era 8-bit unita ad uno stile psichedelico. Fonte: EverEye Le novita del multiplayer di CoD: Black Ops


Come previsto, stanotte Treyarch e Activision hanno svelato le novità della modalità multigiocatore di Call of Duty: Black Ops. Non si è parlato di alcuna beta, di fatto smentendo il rumor che circolava nella giornata di ieri, ma ci sono diverse novità che si aggiungono al gameplay classico della serie: bots, scommesse online e personalizzazione armi. [continua] Fonte: Mondo XboxSony mostra all'IFA un VAIO 3D, atteso per la primavera 2011 Sempre più 3D nel mondo dell'intrattenimento classico, ma non solo: Sony promette infatti anche un portatile di rango dotato di tale tecnologia, che vedremo probabilmente in primavera.
 Fonte: hwupgrade.it The Expendables. Nuova recluta da Commando Vernon Wells acerrimo nemico di Arnold Schwarzenegger in Commando è stato ripetutamente colpito da dei rumors.Notizie di corridoio (forse messe in giro dal "Sacrificabile" Stallone) che lo vogliono come spalla del villain nel seguito del fortunato Action Movie ormai già classico: "The Expendables".Wells non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali al riguardo ma vista la penuria di lavoro che lo affligge non vediamo grossi intoppi per una sua partecipazione.Everyeye vi terrà informati! Fonte: EverEye Traoré: La Juve è il classico treno da non perdere "La Juventus è veramente un grande club". Con queste parole inizia l'avventura in bianconero di Armand Traorè, rinforzo per la fascia sinistra della Vecchia signora.


 Fonte: Tutto Mercato WebFrancis Ford Coppola: Segreti Di Famiglia (di Hellring) A meno di un anno dalla sua uscita nelle sale cinematografiche italiane, l'ultimo lungometraggio di Francis Ford Coppola ha già fatto parlare tantissimo. Tanti lo hanno definito come il film più complesso del regista, altri come il più personale e puntualmente ogni volta che vengono fuori queste definizioni, queste pellicole finiscono con l'essere o quelle maggiormente acclamate, oppure le più odiate. Sembra quasi impossibile infatti, non parlare di "Segreti di famiglia" come un capolavoro o come una ciofeca. C'è chi la pensa in un modo e chi nell'altro, con le vie di mezzo che paiono tagliate fuori. L'ennesimo lungometraggio di Coppola ci racconta la storia di Bennie (Alden Ehrenreich), un giovane marinaio che vuole andare a fondo nella storia della sua famiglia e per questo motivo cerca suo fratello maggiore Angelo (Vincent Gallo), che ormai per rompere qualsiasi legame con il passato si fa chiamare Tetro. Angelo/Tetro vive con la compagna Miranda (Maribel Verdù) ma ha ormai rotto ogni legame con i suoi familiari. Figlio di un padre padrone, non ha mai accettato ciò che il padre gli imponeva di fare. Egli voleva diventare scrittore, ma in qualche modo gli è stato impedito Non si riesce a parlare di questo film senza svelare troppo della trama, una catena continua che parte dal cineasta stesso. Infatti molti degli avvenimenti presenti nella pellicola sono direttamente ispirati alla vita di Coppola, che utilizzando il bianco e nero (inframmezzato da alcune scene a colori), dona all'intera storia un'aura ancora più drammatica e retrò. "Segreti di famiglia" porta con se una miriade di riflessioni, a partire dall'utilità di mettere in scena problemi in qualche modo legati al suo autore. Forse è stata la voglia di far conoscere la sua storia o forse soltanto autocompiacimento, ma sta di fatto che etichettare questa pellicola come ciofeca è un'amenità, così come dire che rappresenta il capolavoro dell'ultima parte di carriera del regista italo americano. Tetro (questo è il titolo originale del film) porta con sè diverse domande e considerazioni: se infatti non si può assolutamente discutere sul livello della fotografia, della sceneggiatura (scritta da Coppola stesso) e della potenza drammatica del film, non si capiscono alcune scelte che ne limitano l'assimilabilità e la scorrevolezza. La prima mezz'ora è alquanto tranquilla e passa via nella presentazione dei tre personagi principali, tra cui spicca Tetro, impersonato da un grandissimo Vincent Gallo. Un uomo dilaniato dal suo passato e non completamente contento del presente, certamente annientato da una vita vissuta non come avrebbe voluto. Dopo un inizio in stile anni settanta, lento e "classico", Segreti di famiglia prosegue a zigzag tra ricordi e divagazioni teatrali e poetiche piacevoli ma a volte fuori luogo. Non si comprende infatti il perchè l'allora Angelo non abbia reagito all'imposizione da parte del padre dell'impedimento a diventare uno scrittore.… Fonte: DeBaser Motorola Defy: touchscreen ultra resistente in arrivo Si chiama Defy ed è il nuovo touchscreen device della casa produttrice statunitense Motorola. Come si può vedere dall’immagine, il design è quello ormai classico di un dispositivo dotato di schermo sensibile al tocco, con alcuni tasti a sfioramento posti sotto… Fonte: Cellulari.it Greve in Chianti (FI) Expo del Chianti Classico
Data/e: da 09/09/2010 a 12/09/2010
40° Expo del Chianti Classico
dal 9 al 12 settembre 2010
Programma completo
La 40^ EXPO rappresenta loccasione privilegiata per conoscere ... Fonte: Eventi e SagreNotizie / Cinema - Il vento tra i salici La Weta porterà sul grande schermo Il classico per l'infanzia di Kenneth Grahame Fonte: FantasyMagazine L'Asso Pigliatutto: il classico gioco gratis per iPhone, touch e iPad
Disponibile su App Store Asso Pigliatutto, il classico gioco di carte in versione digitale per iPhone, touch e anche iPad. I giocatori possono raccogliere dal tavolo le carte con valore uguale a quella giocata: vince chi accumula più carte e naturalmente, l'asso piglia (quasi) sempre tutto. Gratis su App Store. Fonte: MacitynetAlberta Ferretti: un'icona moderna
Ogni sposa deve essere unica. Non ha dubbi Alberta Ferretti, stilista romagnola tra le più amate dal jet set internazionale, all’indomani della sua prima bridal collection. «Le donne continuano a desiderare un abito che sottolinei il valore dell’azione che compiono e la magia di quel momento irripetibile». Per loro è nata la linea “Forever”. Una vera prova di demicouture: quattordici abiti principeschi, monocromi, cuciti e ricamati a mano (fino a ottanta ore di lavoro ciascuno), pezzi unici battezzati, ognuno, con il nome di un fiore. Perché questo debutto nella moda sposa? «Già da anni realizzavo abiti su richiesta delle mie clienti. Alla fine è arrivato il momento. Procedo sempre così nel mio lavoro: la moda è un discorso unico». Si è ispirata a qualche icona o immagine in particolare? «L’abito da sposa è già un’icona di per sé. Ecco l’idea guida: un abito unico per un giorno unico». Come definirebbe la sposa Alberta Ferretti? «Moderna, una donna che vive nel nostro tempo e che perciò sceglie l’abito bianco: senza la tradizione, non si può costruire il futuro». Perché la scelta di un solo colore? «Amo il bianco, al di là di ogni colore…». Anche in epoca di seconde nozze, matrimoni agé, con figli e così via? «Assolutamente! Ormai non ha più senso parlare di significato “virginale”. Il bianco è un simbolo di importanza. E non è legato all’età, né alla cerimonia religiosa, né ad altro. Ogni donna, se si sente, ha il diritto di indossarlo». Quali tessuti ha privilegiato? «Ho lavorato con materiali preziosi come la mousseline di seta, il satin e il tulle. E amo molto il mikado di seta: può essere morbido e rigido allo stesso tempo». Un accessorio che fa la differenza? «Mi piacciono i guanti, magari un po’ lunghi. E poi il velo. Ma bisogna stare attenti: un velo eccessivo può dare un’idea di “polveroso”». Che cosa non dovrebbe mai fare una sposa? «Caricare l’abito di significati che non ha. Per esempio, sdrammatizzare un abito classico con accessori che non c’entrano nulla, come una scarpa sexy. Per non parlare della pettinatura. Sconsiglio acconciature troppo “cariche”. Una donna che sceglie un abito classico deve essere coerente fino in fondo». Lei veste spose celebri o dive in stile bridal. Che cosa le chiedono? «Di essere bellissime». Per quale celeb disegnerebbe volentieri un vestito da sposa? «Charlotte Casiraghi». Il romanticismo fa parte del suo Dna stilistico? «Sì, se con romanticismo si intende passione e sentimento. Non nel senso comune di affettazione o malinconia. Forse sono un’amante del sogno».  Fonte: ElleNotizie: Peoples, da Blade Runner a The Forever War
 Ridley Scott ha scelto David Webb Peoples, sceneggiatore di Blade Runner e L'esercito delle 12 scimmie, per blindare il film tratto da un classico della letteratura fantascientifica firmato Joe Haldeman.
Ridley Scott vuole blindare The Forever War, romanzo di Joe Haldeman uscito nel 1974 vincitore dei Premi Nebula, Hugo e Locus, rendendolo un successo anche sul grande schermo. Per questo, a due anni dall'inizio dei lavori sul testo, il regista ha deciso di affidare la quarta riscrittura della sceneggiatura a un pezzo da novanta, uno degli artefici di uno dei suoi maggiori successi, ovvero David Webb Peoples, autore dello script definitivo di Blade Runner (dopo la prima stesura a cura di Hampton Fancher). Il nome di Peoples è legato anche a Gli spietati, altro titolo di enorme successo con... - Leggi tutto l'articolo e i commenti »
Sezione: Notizie - canale: Cinema - 31 agosto 2010 - articolo di Alessandro Murè Fonte: Fantascienza.comLa Bella e l Bestia. Tre clip dalla Diamond Edition. In autunno, il classico Disney La Bella e la Bestia uscirà in formato Diamond. Le edizioni Diamond sono delle speciali release in alta definizione in cui i classici Disney vengono restaurati ex-novo e riproposti in sontuosi Blu Ray contenenti tanto gli extra delle edizioni classiche, quanto dei contenuti Diamond fatti appositamente per l'occasione. Appena possibile, vi faremo sapere la data per il mercato italiano. Fonte: EverEye Norah Jones: The Fall (di vitols4) "Chasing Pirates", il primo singolo di queto nuovo progetto della talentuosa nanetta, inizia in modo volutamente incespicante, con un hammond in controtempo che una batteria dai suoni cupi fatica a far quadrare. Ma è solo per far capire come la voce di Norah possa compiere qualsiasi miracolo. Quando entra, la canzone diventa subito orecchiabile e coinvolgente, e quel sottofondo traballante rende il tutto, da subito "diverso" alle orecchie dei più. Assolo sempliccimo ma adorabile, pezzo davvero riuscito."Even thouth" affida il compito di disturbo a una chitarra effettatissima e quasi rumorosa. Miracolo voce riuscito, anche in questo caso, ma pezzo meno brillante. "Light as a feather", ha uno sfondo all'inizio un po' più ordinato che gioca bene il ruolo di cornice ai su e giù dell'ugola. In certi passaggi di nonsense di chitarre e sinth intravedo gli echi di certi lavori di Bowie (bestemmia?). "Young blood" non ha nulla a che fare con il classico del R&R dei primi anni 60 che pochi ricorderanno; canzone più ritmata ma meno ispirata. "Waiting", bisogna dirlo, annoia un pochino, nonostante una linea vocale di spessore. Il tappeto musicale andava impreziosito. "It's gonna be" ci porta verso il soul più ritmato e qui sfido chiunque a non applaudire chi si scrive e si canta pezzi di questo spessore. Non mi piace l'assolo, alla ricerca dello strano per forza, ma il brano acchiappa. Con "You've ruined me" si sentono gli echi dei precedenti lavori e parte qualche sbadiglio, come nel caso di "Back to Manhattan" e la successiva "Stuck". Canzoni condite, comunque, della solita classe vocale. "December", cantata da chiunque altro, annoierebbe, credo. Qui invece ascolti se ammiri il timbro di Norah, scappi via se pensi che lei non sia poi nulla di speciale o sia raccomandata e bla bla bla. Canzone d'atmosfera e di ricamini di piano qua e là (vuota? Direi di sì, ma sta in piedi). "Tell your mama" si basa su una simpatica chitarra stoppata che la voce per una volta rallenta un po'. Le linee vocali sono raddoppiate come nell'80 % dei lavori pop, in maniera quindi piuttosoto scontata. Si chiude con "Man of the hour", veramente particolare, un gioiellino di melodia vocale e sottofondo minimal.Per la parte in grassetto lavoro musicalmente interessante, con una ricerca dello strano alla lunga un po' forzata, cosa che si poteva intuire già dalla copertina. Ma è uno strano di classe, che si basa su suoni un po' retrò esasperati in maniera sapiente. Progetto che mostra la maturità artistica della cantautrice e consacra la sua voce, "magica" per molti, noiosa per alcuni. Un po' più di brio non avrebbe guastato, in effetti, ma la nanetta ci sa fare, e lo dimostra ancora… Fonte: DeBaser Paul Chambers: Bass on Top (di ligdjs) Paul Chambers non ebbe mai una carriera solista stabile. Ignoro il motivo, ma avendo ascoltato due dei suoi dischi (questo "Bass On Top" e "Quintet") posso affermare che è un vero peccato. Magari il buon vecchio Paul non aveva le spiccate doti da leader che molti dei musicisti con i quali suonò avevano. Forse non era un catalizzatore, chissà. Di sicuro, di qualsiasi formazione egli facesse parte, qualsiasi tipo di jazz suonasse, la base era sempre lui. Il punto di partenza, le fondamenta sulle quali costruire grande musica. Se in un disco c'è Paul Chambers, almeno qualcosina da salvare, fosse anche poco, c'è.Nei suoi album solisti, all'aspetto ritmico e d'accompagnamento di cui sopra il nostro affianca grandi spazi d'improvvisazione solistica. Certo, Chambers l'ha sempre fatto durante tutta la sua carriera, ma mai in maniera sistematica come nei dischi a suo nome. In "Bass On Top" (considerato da molti il suo migliore) Paul è il solista principale e dimostra, se non si era già capito, di avere una grande vena lirica, una vena dove fluisce, rapida come un torrente, la genialità della sua inventiva. Non sto parlando del suo lavoro come compositore (che fu di valore ma incostante), ma di quello come strumentista. Dalla prima, melanconica traccia "Yesterdays" (con la chitarra che accompagna la melodia che fuoriesce da un ispiratissimo contrabbasso con l'archetto) fino alla conclusiva "Confessin'", coi suoi momenti solisti di piano e contrabbasso adornati da semplici quanto brevi passaggi di batteria, in "Bass On Top" Chambers coglie subito nel segno, acchiappa al volo quel qualcosa, il guizzo del genio, l'attimo fuggente direbbe qualcuno. Lo piglia e non lo molla più. E' aiutato dagli stessi brani scelti, già da per loro bellissimi. Come per esempio "You'd Be So Nice To Come Home To", dove l'aspetto lirico si mischia a un classico swing fornendo a Paul la possibilità per due assoli semplicemente memorabili (talmente grandi da oscurare i pur ottimi momenti solisti della chitarra e del piano), oppure "Dear Old Stockholm" (con la quale Mr. P. C. si era già cimentato nel capolavoro "'Round About Midnight" di Miles Davis). E' aiutato anche dai sidemen, musicisti (fra i quali, unico caso nella discografia solista di Chambers, non appaiono suonatori di alcun tipo di fiato) tra i più importanti del jazz mondiale: Kenny Burrell, Hank Jones e Art Taylor.Come non amare il tocco di Burrell? Come non amare le sue idee melodiche, la sua particolarità? Come non amare le sue interpretazioni di "You'd Be So Nice To Come Home To" o della parkeriana "Chasin' The Bird", suonata con un piglio bebop che però è rilassato, è già oltre il bebop, è già altro? Come non apprezzare la semplicità di un batterista come… Fonte: DeBaser Morphine: Cure For Pain (di Stefano90) "Quanto può dirsi, si può dir chiaro; e su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere", parola di Ludwig Wittgenstein. Prendiamo un celeberrimo aforisma di Frank Zappa: "Parlare di musica è come ballare di architettura". E allora? Stando a quanto detto: di musica bisogna tacere. Sempre Zappa: "Gran parte dei critici musicali sono persone che non sanno scrivere, che intervistano persone che non sanno parlare, per persone che non sanno leggere". Nonostante ciò tutti abbiamo più o meno un'idea di cosa sia questa benedetta musica. Bene, prendete questa idea, buttatela nel cesso e tirate l'acqua. I Morphine non hanno fatto altro che questo, privando la musica Rock del suo strumento principale, la chitarra; è un po' come prendersi beffa di trent'anni (e passa) di musica. Non è uno scherzo, non è da tutti superare le barriere imposte dalla coscienza comune, dall'abitudine e dal caso. Un po' come fece Chuck Berry quando si "inventò" il Rock 'n' Roll, come fece Beefheart quando lo distrusse. I Morphine hanno il grande merito di avere, per primi, proposto il classico misto di Rock & Blues senza chitarra. La loro è una ricerca delle possibilità della musica. Per questo sono grandi, per questa rivoluzione formale del Rock. Avendo in mente il Blues tradizionale questa musica non la si può comprendere. Queste canzoni sono quanto di meno sublime possa esistere, schive, pacate, misurate e razionali (in netto contrasto con il Blues). L'emozione c'è, ma è quasi impercettibile a causa della predominanza della struttura sul contenuto. In realtà è tutto calcolato. In realtà i Nostri non hanno fatto altro che calcolare, per questo prima parlavo di rivoluzione formale. Un lavoro di testa. Non si sono inventati niente, hanno suonato solo quello che c'era sempre stato con strumenti diversi. Il risultato è un genere originale, unico e attuale (oggi è già un classico), ma con molti riferimenti alle origini.La musica dei Morphine è una musica che vive di un contrasto meraviglioso. Il freddo raziocinio (nell'economia dell'opera nulla è lasciato al caso) e il calore avvolgente della voce di Sandman. La musica dei Morphine è una musica che si distingue da tutto il resto: strumentazione essenziale e pochezza del suono. Insomma, non hanno inventato niente ma sono stati tra i gruppi più originali di tutti i tempi, non hanno inventato niente ma in pochi sono andati "controcorrente" come loro. I Morphine sono: Mark Sandman (voce e basso), Dana Colley (sassofono), Jermone Dupree (batteria dal 1989 al 1993 e dal 1998 al 1999), Billy Conway (batteria dal 1993 al 1998).Per quanto riguarda l'album. Questo "Cure For Pain" (pubblicato nel settembre del 1993 e oggi difficilmente reperibile) segue l'epocale (non credo di esagerare)… Fonte: DeBaser Bilo'u: Muzjow (di Billo) Ok, sono DeNuovo in questo sito, perdonate ogni errore\castroneria che scriverò (sono solito a questo tipo di cose). Il Deathcore, un genere che negli ultimi anni ha conquistato un pò tutti i medallari podendi e brudali (grazie a band del calibro di Pippi Calzelunghe, The Jonas Brothers e Bring Mi The Orizo). Oggi parliamo dei Bilo'u (che praticamente in inglese significa Below, ispirato diretamente dal famoso attore Jim Belowshi [ahah, non sono divertente]), che non hanno conquistato un bel niente. Propongono un Deathcore caratterizzato da tempi dispari, cattiveria e da uno Scream a metà tra un gargarismo e un conato di vomito. Nonostante tutto ciò, sono veramente adorabili. L'ep "Muzjow", uscito il nonmi\ricordo\quando è una sfuriata caotica ricca di dissonanza, tecnica e, ahimè, classici breakdown da classico gruppo Deathcore, alternata a canzoni strumentali da poco più di un minuto, molto calme e rilassanti (peccato che appena inizi a rilassarti ricomincia quello Scream al quale, piano piano, ci si abitua). Insomma, hanno da imparare ma promettono bene. Ultima cosa: potremmo classificare il loro genere Prog. Deathcore? (Classificazione già usata per gruppi come From Us To Sunset o The Contortionist). Ah, i Bilo'u sono in cerca di un bassista, quindi che aspetti? AFFRETTATI! … Fonte: DeBaser Michael Schenker: Thank You (di Deep-Frenk) "Thank You"Ha pronunciato questa semplice frase innumerevoli volte Michael Schenker. Un grazie a tutti i fan che lo hanno sempre seguito, applaudito e criticato. E nel 1993 decise di mettere da parte la chitarra elettrica, si prende una pausa dal suo Group - il progetto solistico del chitarrista tedesco - e decide di ringraziare, e deliziare, il pubblico con un album acustico.Mi è difficile recensire un album acustico, non essendo esperto di tecnica chitarristica, ma posso dirvi le tante emozioni che mi ha regalato l'ascolto di questo disco. Non si può dire che Michael Schenker non sia ispirato. Il chitarrista tedesco mostra tutto il suo repertorio e impartisce una lezione di chitarra ai novelli imbracciatori della sei corde. Come un compositore del '700, Schenker utilizza tutte le forme, i tempi e i motivi possibili. Melodie allegre, altre nostalgiche, ritmi veloci. La tecnica è impressionante, ma non è una novità. Chi conosce Michael Schenker sa già cosa ha fatto negli Scorpions, con gli U. F. O. e con gli M. S. G. E sa anche giostrarsi tra gli stili: con quanta nonchalance possiamo notare il passaggio dal neo-classico, al folk, fino al rock più puro. L'ascolto del disco è una sensazione magica, di rado mi è capitato che un album acustico mi abbia attirato così tanto. Se qualcuno vuole avanzari l'ipotesi di annoiarsi durante l'ascolto, credo che ritirerà tutto dopo. È impossibile staccarsi da queste melodie magiche, un tempo nostalgiche, altre volte allegre (nel senso classico del termine). Andante, moderato, brioso, Michael Schenker suona in trance musicale. Tutte le canzoni hanno una forte impronta melodica, un accompagnamento ideale per consentire al tedesco di disegnare, come Leonardo o Botticelli, le musiche sognanti. Non c'è molto lasciato all'improvvisazione, semmai Schenker suona in maniera impeccabile, seguendo le linee-guida che si prefige di tracciare. La canzone simbolo, secondo me, dell'album è Positive Forward. Semplicemente unica, alla quale sono particolarmente legato per motivo personali. La canzone è una vera opera classica, l'arte si fa chitarra e si sente.Thank You è un album dedicato al pubblico e il pubblico non può far altro che ascoltarlo e ringraziare a sua volta Michael Schenker… Fonte: DeBaser Profondo Rosso. Remake in 3-D. Durante il festival di Cannes George Romero si era lasciato scappare la volontà di essere coinvolto nel remake del classico d'orrore italiano "Profondo Rosso", forse alla regia.E ora in una breve intervista a bloody-disgusting.com è tornato sull'agomento: durante un faccia faccia con Claudio Argento (fratello del regista) ha confessato di non esser interessato alla direzione del progetto (altre fonti lo vogliono solo coinvolto).I due artisti parleranno e si confideranno (anche sull'intenzione di sfruttare la tecnologia 3d) ma Dario Argento non ha ancora rilasciato dichiarazione ufficiali a proposito della regia della pellicolaEveryeye vi terrà informati. Fonte: EverEye
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